Rassegna Stampa

Laguna di Venezia: la difesa dalle acque alte e il fragile equilibrio delle barene

Il Bo Live - online

14.12.2021

L'entrata in funzione del Mose, con il primo sollevamento delle paratoie che è avvenuta il 3 ottobre del 2020, sta permettendo a Venezia di restare all'asciutto durante gli eventi di alta marea, ma la probabilità che nell'immediato futuro l'opera debba essere azionata sempre più spesso rischia di avere un impatto negativo sull'ecosistema lagunare e in particolare sulle barene, le strutture morfologiche più caratteristiche dell'area e dotate di un'importante valenza ambientale.

L'evoluzione morfologica della laguna e delle sue barene, un ambiente dinamico e in cerca di un suo equilibrio, è strettamente legata ai processi di sedimentazione che consentono di non soccombere all'innalzamento del livello medio del mare. Circa il 70% dell'apporto di sedimenti avviene durante gli eventi di acqua alta ed è per questo motivo che la chiusura delle barriere del Mose alle attuali soglie di sicurezza (l'opera viene azionata quando la marea supera i 110 cm sul riferimento di punta della Salute), potrebbe mettere in discussione la sopravvivenza delle barene già nel breve-medio termine.

Ad aver indagato il rapporto tra la difesa di Venezia dalle acque alte e il futuro delle barene è lo studio condotto da un team di ricercatori dell'Università degli Studi di Padova, in particolare del Dipartimento di Ingegneria civile, edile e ambientale, del Dipartimento di Geoscienze e del Centro interdipartimentale di Idrodinamica e morfodinamica lagunare, integrando misure di campo e strumenti modellistici. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista Nature Geoscience nell'articolo Marsh resilience to sea-level rise reduced by storm-surge barriers in the Venice Lagoon ad opera di Andrea D'Alpaos (Dipartimento di Geoscienze), Luca Carniello e Davide Tognin (Dipartimento Icea) e Marco Marani (Direttore del CIMoLa). Commentando per "Il Bo Live" le prospettive che la ricerca apre, Andrea D'Alpaos sottolinea come:

"Gli ecosistemi di barena stanno scomparendo con tassi allarmanti in tutto il mondo. Preservarne la struttura e le caratteristiche è particolarmente importante perché essi forniscono vari servizi ecosistemici di elevato rilievo: filtrano nutrienti e inquinanti, attenuano i livelli di marea e gli effetti delle onde da vento, forniscono habitat fondamentali per diverse specie animali e vegetali e sono in grado di sottrarre anidride carbonica dall’atmosfera immagazzinando carbonio organico nei loro suoli con una scala temporale che va da centinaia a migliaia di anni. Ecco perché questi sistemi sono studiati in tutto il mondo e si sta cercando di preservarne caratteristiche e funzionalità"

e continua

"Per poter sopravvivere le barene devono crescere verticalmente con un tasso che sia almeno equivalente a quello del livello medio del mare: per questo motivo l’aumento del livello medio del mare mette in pericolo il futuro di questi sistemi. Il contributo degli eventi di acqua alta e delle condizioni di marea ordinarie all’apporto di sedimenti alle barene è tuttora oggetto di dibattito scientifico e l’intera ricerca si è sviluppata con l’obiettivo di dare una risposta a questa domanda"

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Servizio, riprese e montaggio di Barbara Paknazar (Redazione de "Il Bo Live").