Summer School sugli isotopi stabili in archeologia: formazione internazionale tra geoscienze e beni culturali
Si è conclusa la Summer School dedicata all’utilizzo degli isotopi stabili in archeologia, organizzata dal Dipartimento di Geoscienze e dal Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova.
Il programma si è svolto dal 29 giugno al 3 luglio e ha riunito 33 studenti provenienti da diverse parti del mondo e 7 docenti, offrendo un percorso intensivo di formazione teorica e pratica sulle principali analisi isotopiche applicate allo studio del passato.
Le attività didattiche sono state coordinate da Manuel Rigo, Lara Maritan, Maurizio Marinato, Marco Milella, Federico Lugli, Christophe Lecuyer e Mara Bortolini, che hanno messo a disposizione competenze nell’ambito dell’archeologia, dell’antropologia, della geochimica e delle metodologie isotopiche.
Nel corso dei cinque giorni, i partecipanti hanno approfondito le applicazioni degli isotopi di carbonio, azoto, zolfo, ossigeno, idrogeno e stronzio in ambito archeologico e antropologico, con particolare attenzione ai temi della dieta, della mobilità e della provenienza degli individui e dei materiali.
Accanto alle lezioni frontali, la Summer School ha previsto numerose attività laboratoriali, durante le quali gli studenti hanno acquisito esperienza pratica nell’analisi osteologica, imparando a valutare il sesso biologico e l’età alla morte a partire dai resti scheletrici. Sono state inoltre affrontate metodologie di studio relative alle ceramiche e ai materiali litici, nonché procedure di preparazione dei campioni per le analisi isotopiche mediante spettrometria di massa.
L’ultima giornata è stata dedicata alla simulazione di casi studio tratti da articoli scientifici: i partecipanti hanno lavorato all’interpretazione dei dati e alla presentazione delle proprie conclusioni, mettendo in pratica le competenze acquisite durante il corso.
L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto internazionale e interdisciplinare tra geoscienze, archeologia e antropologia, confermando il ruolo dell’Università di Padova nella formazione avanzata nel campo delle scienze applicate ai beni culturali


