In missione sul ghiacciaio del Grand Combin per il progetto Ice Memory
Nell'ambito del progetto internazionale Ice Memory, un team del Dipartimento di Geoscienze composto da Mirko Pavoni e Stefano Castelli ha recentemente condotto un'innovativa indagine sul ghiacciaio del Grand Combin in Svizzera. Lo scopo principale era verificare lo spessore del ghiacciaio utilizzando la tecnologia GPR (Ground Penetrating Radar).
Per questa ricerca, sono stati impiegati due metodi di misurazione: il tradizionale GPR trainato a terra e un avanzato sistema GPR montato su drone, quest'ultimo in dotazione al nostro Dipartimento di Geoscienze dell'Università di Padova.
Queste indagini rivestono un'importanza cruciale: mirano a identificare le aree più adatte per l'estrazione di carote di ghiaccio. Questi preziosi campioni verranno successivamente analizzati per ricostruire la storia paleoclimatica del nostro pianeta, fornendo dati essenziali per comprendere i cambiamenti climatici.

Ice Memory è infatti un progetto di ricerca internazionale, riconosciuto dall’UNESCO, con un duplice obiettivo: raccogliere e conservare campioni di ghiaccio prelevati dai ghiacciai di tutto il mondo che potrebbero scomparire o ridursi moltissimo a causa del riscaldamento globale.
L'utilizzo del drone GPR rappresenta un significativo passo avanti nella ricerca glaciologica. Questa tecnologia apre nuove prospettive per la mappatura di vaste aree glaciali, offrendo al contempo una maggiore sicurezza per i ricercatori. Gli operatori, pur trovandosi sul ghiacciaio, non devono più spostarsi fisicamente su di esso per effettuare le misurazioni, riducendo notevolmente i rischi associati.
Inoltre, questo approccio innovativo consente di esplorare zone del ghiacciaio che sarebbero difficilmente o pericolosamente accessibili con i metodi tradizionali basati su GPR da slitta. Ciò amplia significativamente la portata e la precisione delle nostre ricerche, promettendo nuove scoperte nel campo della glaciologia e della paleoclimatologia.

