Il declino dei sedimenti in sospensione e i cambiamenti geomorfologici nel fiume Po avvenuti negli ultimi 100 anni
I fiumi sono sistemi dinamici fondamentali per l’ambiente, l’economia e la società: trasportano sedimenti, modellano i territori, sostengono ecosistemi e alimentano delta e pianure. Comprendere come le attività umane influenzino le dinamiche fluviali è quindi essenziale per garantire una gestione sostenibile delle risorse idriche e sedimentarie.
Un nuovo studio del Dipartimento di Geoscienze dell’Università degli Studi di Padova, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, analizza come una serie di interventi umani abbia profondamente modificato il trasporto di sedimenti in sospensione nel fiume Po, il maggiore sistema fluviale italiano, negli ultimi 100 anni.
Integrando dati di lungo periodo sul trasporto solido in sospensione con un’analisi dettagliata dei principali fattori antropici—cambiamenti nell’uso del suolo, escavazioni in alveo, costruzione di dighe e opere di ingegneria fluviale—i ricercatori hanno ricostruito la traiettoria spazio-temporale delle dinamiche sedimentarie lungo l’intero corso del fiume.
I risultati mostrano una riduzione marcata dei rendimenti sedimentari, avvenuta in maniera asincrona lungo il fiume: nei decenni 1920–1940, i cali più significativi, pari a circa il 48%, si sono osservati nella parte centrale del fiume, principalmente a causa della costruzione di dighe nel bacino occidentale. Negli anni 1950–1980, riduzioni simili hanno interessato la parte bassa del Po, influenzate dagli interventi di canalizzazione, dalla sedimentazione all’interno del canale attivo e dalla presenza di bacini di laminazione lungo i tributari appenninici. Considerando l’intero arco temporale 1924–2019, il Po mostra una riduzione complessiva dei rendimenti sedimentari annuali superiore al 72%, contribuendo a importanti trasformazioni geomorfologiche nel delta del Po e sollevando interrogativi sulla sua evoluzione futura.

“Il fatto che nel Fiume Po, come in molti corsi d’acqua, si sia verificata una forte alterazione nel trasporto dei sedimenti è noto da tempo. In questo studio si è cercato non solo di quantificare in modo accurato di quanto è diminuito il trasporto solido in sospensione negli ultimi 100 anni, ma anche di individuare i diversi fattori, sostanzialmente di natura antropica (costruzione di dighe, interventi di canalizzazione, ecc.), che hanno portato ad una diminuzione così drastica”, spiega Nicola Surian, Direttore del Dipartimento di Geoscienze e coautore della ricerca.
“I risultati di questo studio, condotto in collaborazione con l’Autorità di Bacino del Fiume Po, sono molto spendibili in un’ottica gestionale, in una fase storica in cui si sta cercando di ripristinare, dove possibile, processi e dinamiche fluviali. Un diverso approccio alla gestione dei sedimenti fluviali - osserva il Prof. Surian - può rappresentare uno strumento chiave nel delta del Po, certamente una delle zone più fragili di questo sistema fluviale”.
La ricerca fa parte del Progetto “Geosciences for Sustainable Development”, sviluppato dal Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova, finanziato dal MUR nell’ambito dei Dipartimenti di Eccellenza 2023–2027.
INFORMAZIONI PER LA STAMPA:
Brenna, A., Bizzi, S., Surian, N. (2026)
The great decline of suspended sediment load in the Po River (Italy) over the last 100 years.
CATENA, 265, 109864.

