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Risorse, Rischi, Rispetto: a Padova 1000 Geologi per il futuro della Terra

Da lunedì 14 settembre gli spazi del “Padova Congress” di via Tommaseo ospiteranno 1000 geologi italiani e non solo che condivideranno le loro conoscenze e scambieranno saperi durante il Congresso Nazionale Congiunto della Società Geologica Italiana (SGI) e della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia (SIMP). Geologi in rappresentanza di enti di ricerca, associazioni scientifiche, università, industrie e liberi professionisti affronteranno i temi del congresso il cui titolo, “Ter(r)ra: Risorse, Rischi, Rispetto” vuole porre al centro delle discussioni i tre temi che più legano la geologia alla vita quotidiana di tutto noi: le Risorse del pianeta, indispensabili per sostenere la società, i Rischi da conoscere, gestire e mitigare per convivere in un pianeta in continua evoluzione e il Rispetto, necessario per preservare l’ambiente e rendere sostenibile la convivenza della nostra specie con le forme di vita che con noi abitano la Terra. I tre temi non rappresentano aspetti distinti delle applicazioni della conoscenza geologica alla nostra vita quotidiana, ma sono tre priorità che devono essere considerate in ogni attività che ha un impatto sul nostro pianeta.

Questi temi saranno al centro di 64 sessioni scientifiche: oltre 1000 interventi, tra poster e comunicazioni orali, riempiranno di contenuti i quattro giorni del congresso, consentendo ai diversi specialisti un importante aggiornamento sulle più recenti conoscenze geologiche.

Durante il congresso sono previsti anche quattro principali momenti di confronto per tutta la comunità: ci saranno infatti 4 conferenze plenarie, dove tutti potranno riflettere sulle nuove frontiere della geologia e le implicazioni di questa disciplina per la nostra vita quotidiana. Si partirà lunedì 14, con la conferenza plenaria di Haakon Fossen, geologo norvegese, esperto di geologia strutturale e autore di testi su cui si sono formate generazioni di geologi, che fornirà, con la sua conferenza dal titolo “Prospettive passate, attuali e future per Geologia Strutturale e Tettonica”, una panoramica sulla continua evoluzione e prospettive delle conoscenze geologiche dei processi deformativi che interessano la Terra. Il giorno 15 sarà invece il turno di Max Schmidt, di Zurigo, che svelerà come è possibile per i geologi comprendere i processi che all’interno della crosta controllano le trasformazioni dei materiali a condizioni e temperature elevate, con la conferenza “L'estetica e l'utilità dei diagrammi di fase. La visione scientifica di Stefano Poli”, richiamando anche il contributo di un collega recentemente scomparso. Il terzo giorno del congresso, il 16 settembre, il filosofo della scienza Telmo Pievani porterà l’attenzione sul ruolo che la geologia ha giocato (e gioca tutt’ora) nel supporto alla teoria dell’evoluzione, umana e non solo, con la sua conferenza dal titolo “Il debito dell'evoluzione biologica e umana verso la geologia”.

Si chiuderà poi il 17 settembre con un intervento molto attuale: Massimo Lombardini, di ISPI, discuterà il ruolo della geologia nella vita di tutti i giorni per un tema attuale quale quello dell’approvvigionamento dell’energia, con un intervento dal titolo “Geopolitica dell'energia: anche se non ti interessano energia e geopolitica, energia e geopolitica saranno interessate a te".

Il Congresso, presieduto da Lara Maritan (Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova) e Fabrizio Berra (Dipartimento di Scienze della Terra “A. Desio” dell’università Statale di Milano), affronterà temi che spaziano dalla conoscenza prodotta dalla ricerca alle sue applicazioni, dalla conoscenza e monitoraggio del territorio alla mitigazione dei rischi, dalla conoscenza di processi ambientali alla valutazione degli effetti del cambiamento climatico, dalla valutazione delle risorse naturali (acqua inclusa) alla loro corretta gestione, dalle ricerca di fonti di energia alle nuove tecnologie di analisi, dalle testimonianze dell’evoluzione della vita sulla Terra agli effetti delle attività antropiche sull’ambiente, oggi e nel passato della nostra specie, dalla tutela dell’ambiente a quella dei beni culturali. A 50 anni dal terremoto del Friuli e a 10 da quello di Amatrice, la comunità geologica discuterà anche i temi legati al rischio sismico e alla conoscenza dei processi geologici che governano un pianeta dinamico come il nostro.

Per i suoi contenuti e per l’ampia partecipazione, il Congresso Nazionale Congiunto della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia e della Società Geologica Italiana rappresenta quindi un appuntamento imprescindibile per la comunità geologica. Ma è anche un’importante opportunità per mostrare a tutta la collettività quanto le geoscienze siano fondamentali per una gestione rispettosa delle risorse e per una maggiore consapevolezza dei rischi — sia naturali sia indotti dal comportamento umano — che la nostra specie può fronteggiare solo attraverso una profonda comprensione dei processi che li governano.

«Le Geoscienze sono essenziali per affrontare le grandi sfide del nostro tempo: dalla mitigazione dei rischi naturali e degli effetti del cambiamento climatico alla gestione dell’acqua, del territorio e delle risorse necessarie alla transizione energetica, sottolinea Rodolfo Carosi, presidente della Società Geologica Italiana. Il Congresso di Padova riunisce mille geologi e competenze molto diverse, perché problemi così complessi non possono essere affrontati da una sola disciplina. Sarà un luogo di confronto scientifico, ma anche un’occasione per mostrare alla società e alle istituzioni quanto la conoscenza geologica sia indispensabile per compiere scelte consapevoli e progettare un futuro più sicuro e sostenibile.»

«Le Geoscienze sono molto più vicine alla nostra vita quotidiana di quanto siamo abituati a pensare, osserva Paolo Mazzoleni, presidente della Società Italiana di Mineralogia e Petrologia. Sono nella terra che coltiviamo, nell’acqua che utilizziamo, nelle materie prime con cui costruiamo le nostre città e nelle risorse energetiche da cui dipende la nostra società. Ma sono anche alla base della comprensione dei terremoti, delle frane, dell’evoluzione del clima e dei cambiamenti che interessano il territorio.

Oggi affrontiamo una sfida complessa: garantire risorse, energia e sviluppo riducendo al tempo stesso la pressione sull’ambiente e la nostra vulnerabilità ai rischi naturali e ai cambiamenti climatici. Per farlo abbiamo bisogno di conoscere a fondo il sistema Terra. La sostenibilità, prima ancora che una questione tecnologica ed economica, è una questione di conoscenza.

È qui che le Geoscienze possono offrire un contributo decisivo: non solo descrivere ciò che accade sulla Terra, ma fornire conoscenze indispensabili per prendere decisioni migliori. Conoscere significa prevenire, programmare, adattarsi e, quando possibile, anticipare i cambiamenti.»

«La percezione della geologia da parte della collettività è spesso limitata a sorprendenti fossili e affascinanti cristalli, oppure a catastrofi idrogeologiche o terremoti. – sottolinea Fabrizio Berra – Il geologo è purtroppo percepito spesso come un curioso esploratore ottocentesco il cui lavoro ha poca importanza per la vita di tutti i giorni. Questo congresso rappresenta un momento importante per documentare e dimostrare invece quanta geologia ci sia nella vita di tutti i giorni: tutto quello che abbiamo e non è cuoio, lana, cotone o legno, deriva dai processi geologici, la cui conoscenza è fondamentale per una loro corretta gestione. Anche la vita e la storia della nostra specie è controllata dalla forma del territorio e dai fattori geologici che le hanno generate: basta pensare alla origine geologica di stretti marini, oggi più che mai presenti nelle notizie di tutti i giorni, che da sempre hanno rappresentato soglie o vie di passaggio per persone e materie prime, spesso di origine geologica. Per agire è fondamentale essere consapevoli di come la geologia possa aiutarci nel prendere decisioni corrette: per noi, come specie umana, per l’ambiente e per le forme di vita che con noi abitano questo pianeta. Questo è il messaggio che la comunità geologica che si riunisce in questo congresso congiunto, vuole far arrivare alla società.”

«Il congresso congiunto SGI-SIMP 2026 - conclude Lara Maritan - rappresenta un importante occasione per tutta la comunità scientifica delle Geoscienze italiana, e non solo, per condividere i risultati dei progetti sviluppati in ambito pubblico (università e nei centri di ricerca) e privato (aziende e industria). Si tratterà di un momento di incontro tra ricercatori, professionisti e studenti che permetterà il consolidamento e l’instaurarsi di nuove collaborazioni. I temi di ricerca di base saranno affiancati a quelli più applicativi rivolti alla conoscenza del nostro pianta e dei cambiamenti del territorio e climatici che hanno importanti ricadute sulla nostra società. La nostra vita quotidiana, infatti, è fortemente legata al territorio in cui ci troviamo, alla disponibilità di materie prime e al loro sfruttamento. La ricerca che i geologi portano avanti ogni giorno è dedicata alla scoperta di nuovi approcci e tecnologie in grado di conoscere con sempre maggior dettaglio il nostro pianeta nella sua meravigliosa complessità e continuo cambiamento. Il lavoro quotidiano del geologo è altresì rivolto a rendere l’utilizzo del territorio sempre più consapevole, a mitigarne i rischi, a migliorare l’utilizzo delle materie prime, soprattutto di quelle critiche, e al riciclo di queste in una visione sempre più di rispetto per l’ambiente. Ricordiamo che la Terra è la nostra casa e che custodirla è la nostra responsabilità».

Il 14 settembre, giorno dell’inaugurazione ufficiale del Congresso, il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova ospiterà inoltre il Ph.D. Day, una giornata rivolta a tutti i dottorandi in Scienze della Terra d’Italia, durante la quale ricercatori esperti condivideranno con le nuove generazioni le loro esperienze nella definizione di progetti di ricerca, con lo scopo di aiutarli a trovare risorse per sostenere le loro ricerche.

Al congresso SGI-SIMP 2026 sarà inoltre presente come charity partner l’associazione Un Sasso per Leonardo ETS che sostiene la ricerca sui tumori oncologici e che con i suoi sassi colorati fa viaggiare un messaggio di solidarietà, memoria e speranza.

 

IN EVIDENZA

  • Programma completo del Congresso Congiunto SGI-SIMP 2026

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