La Sala delle Palme è tra le geo-collezioni di rilevanza mondiale
La Sala delle Palme del Museo della Natura e dell’Uomo dell’Università di Padova è stata ufficialmente riconosciuta come geo-collezione di importanza globale dall’International Union of Geological Sciences (IUGS), uno dei più autorevoli organismi internazionali nel campo delle geoscienze.
Il riconoscimento arriva al termine di un rigoroso processo di selezione: il Comitato Esecutivo dell’IUGS ha approvato 21 candidature su 34 presentate nel 2025, ciascuna valutata da cinque esperti scelti tra un panel internazionale di 80 specialisti. Le nuove geo-collezioni saranno presentate ufficialmente durante l’evento IUGS 2026 Geoheritage, in programma dal 4 all’8 novembre 2026 presso il Geoparco dell’Algarve (Portogallo).
La Sala delle Palme, così chiamata per le spettacolari palme fossili che ne rivestono le pareti, fa parte della sezione di Paleontologia e Geologia del Museo della Natura e dell’Uomo, inaugurato nel giugno 2023 nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dell’Università di Padova.
«Si tratta di un riconoscimento prestigiosissimo, che conferma ancora una volta la caratura internazionale di Padova Città della Scienza – dice il prof Mauro Varotto, delegato ai Musei e Collezioni dell’Università di Padova -. Una capitale scientifica che conserva un patrimonio composito, fatto di numerose eccellenze che invitiamo tutti a scoprire all’interno di un sistema museale sempre più accessibile e aperto al pubblico. In questo contesto si inserisce la Sala della Palme, che è fondamentale per illustrare l’evoluzione delle piante nel corso del tempo geologico, dalle forme più primitive alle angiosperme. Le imponenti palme fossili del Paleogene esposte nella sala forniscono prove fondamentali del paleoclima e del paleoambiente del passato, rendendole uno strumento potente per illustrare come si sono evoluti e vengono ricostruiti gli ecosistemi e i climi antichi del territorio italiano.»
«L’inserimento Sala delle Palme nella prestigiosa lista delle collezioni geologiche e paleontologiche di importanza globale per la loro rilevanza storica e scientifica è un riconoscimento del grande lavoro di conservazione, ricerca e divulgazione svolto dalla comunità scientifica del Museo e dalla sua interazione con il Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova – dice il prof. Luca Pagani, direttore scientifico del Museo della Natura e dell’Uomo -. La Sala delle Palme fa parte del Museo della Natura e dell’Uomo (MNU) dell’Università di Padova che costituisce uno dei maggiori musei universitari del suo genere in Europa, e offre un’ampia panoramica sulla storia naturale, con collezioni zoologiche, geologiche, paleontologiche e antropologiche.»
Sala delle Palme
Palazzo Cavalli - piano terra.
Un colpo d’occhio straordinario. Le palme fossili esposte in questa sala riassumono alcuni dei temi approfonditi nelle sezioni successive: la ricostruzione di ambienti perduti di milioni di anni fa, il confronto con il presente, i cambiamenti climatici passati e attuali, l’importanza delle collezioni ospitate al MNU per la ricerca scientifica. La sala, completamente restaurata nel 2008, conserva un allestimento storico spettacolare (risalente ai primi decenni del XX secolo) che garantisce una corretta conservazione dei fossili, con un’implementazione dell’impianto didascalico e dell’illuminazione delle teche centrali, in cui è narrata la storia evolutiva dei vegetali: al Carbonifero appartengono le flore a felci delle Alpi Carniche, al Triassico risalgono le conifere e l’ambra delle Dolomiti. Dalle Prealpi Venete provengono flore uniche a livello mondiale come quella giurassica ricca di bennettitali, oggi estinte. La diffusione delle angiosperme nel Cenozoico è testimoniata dalle flore di Bolca (Verona) e Chiavon (Vicenza) a cui appartengono le grandi palme qui esposte.
Alle pareti si possono ammirare reperti dell’Oligocene, con circa 30 milioni di anni, che fotografano il clima tropicale passato, già segnato dal deterioramento climatico.
Sono esposte fronde di palme, provenienti dalle località Vegroni, vicino a Bolca, e Chiavon, dal torrente omonimo nel comune di Farra Vicentino, e frutti fossili, simili alle noci di cocco che provengono dal sito di Bolca.
Highlight di questa stanza è la Latanites maximiliani (il calco è presente anche nella serra del Giardino della biodiversità nell’Orto botanico dell’Università di Padova). È alta più di tre metri, proviene da una località sita nella valle del torrente Chiavon, quindi risale all’età Oligocenica. Roberto De Visiani (1800-1878), prefetto dell’Orto botanico, la studia e decide di dedicarla a Massimiliano I d’Austria, imperatore del Messico, per essersi distinto in studi e ricerche di piante tropicali. Si tratta di un olotipo, ovvero un esemplare sul quale è stata istituita la specie.

La Sala delle Palme conserva anche una delle più importanti flore giurassiche europee, rinvenuta nelle provincie di Vicenza e Verona. Inoltre, le gocce di ambra conservate in rocce del Triassico Superiore (circa 230 milioni di anni fa) delle Dolomiti, custodite in questa sezione, hanno rivelato il micromondo (acari) più antico al mondo finora rinvenuto in ambra.
A coronamento di questo riconoscimento internazionale, il Museo della Natura e dell’Uomo si conferma come un luogo unico dove scoprire l’evoluzione della vita sulla Terra attraverso reperti originali e percorsi immersivi che accompagnano il pubblico in un viaggio affascinante tra natura, scienza e culture umane, dal passato più remoto fino ai giorni nostri.
Ulteriori informazioni sono disponibili a questo link: https://iugs-geoheritage.org/designations-geo-collections/.

