Il corso ESA PANGAEA 2026 dedicato alla memoria di Riccardo Pozzobon
Si è conclusa nei giorni scorsi l’edizione 2026 di PANGAEA (Planetary ANalogue Geological and Astrobiological Exercise for Astronauts), il corso dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) dedicato alla formazione geologica degli astronauti in preparazione alle future missioni di esplorazione della Luna e di Marte. L’edizione di quest’anno, che coincide con il decimo anniversario del programma, è stata dedicata alla memoria di Riccardo Pozzobon, ricercatore del Dipartimento di Geoscienze prematuramente scomparso nel settembre 2025.
Hanno partecipato al corso tre astronauti appartenenti alle principali agenzie spaziali internazionali: Pablo Álvarez Fernández dell’ESA, Jasmin Moghbeli della NASA e Kimiya Yui della JAXA, l’agenzia spaziale giapponese. Nel corso di tre intense settimane di attività teoriche e sul terreno, gli astronauti hanno affrontato un percorso progressivo di formazione alla geologia planetaria e alle attività scientifiche sul terreno.
Il training si è sviluppato attraverso alcuni dei più importanti analoghi terrestri utilizzati da ESA per la preparazione all’esplorazione planetaria. La prima fase si è svolta nelle Dolomiti, con attività nel Bletterbach Canyon, dove gli astronauti hanno affrontato i principi della geologia terrestre e planetaria e lo studio dei processi sedimentari. La seconda settimana ha avuto come scenario il cratere da impatto del Nördlinger Ries, in Germania, uno dei crateri meglio conservati sulla Terra, utilizzato per approfondire la geologia lunare e i processi da impatto. Il corso si è infine concluso a Lanzarote, nelle Isole Canarie, dove i paesaggi vulcanici dell’isola hanno costituito il laboratorio naturale per esercitazioni di osservazione, descrizione, documentazione e campionamento lungo percorsi geologici con analogie scientifiche alle future missioni lunari.

Particolarmente significativa è stata quest’anno la dedica del corso a Riccardo Pozzobon, che di PANGAEA è stato uno degli istruttori maggiormente coinvolti fin dalla sua primissima edizione nel 2016. Nel corso di quasi dieci anni Riccardo ha dato un contributo fondamentale alla crescita del programma, insegnando agli astronauti a leggere il territorio attraverso immagini orbitali e carte geologiche e a mettere in relazione le osservazioni effettuate sul terreno con il contesto planetario più ampio. Le sue competenze nelremote sensing, nella modellazione e visualizzazione 3D, nella geologia strutturale e nella pianificazione delle missioni, insieme al suo ruolo nelle comunicazioni tra astronauti sul terreno e team scientifico di supporto, hanno contribuito all'evoluzione di PANGAEA verso simulazioni sempre più efficaci per l’apprendimento dell’esplorazione geologica.
In diverse occasioni, gli astronauti che hanno partecipato ai corsi PANGAEA hanno voluto ricordare Riccardo non solo per il suo contributo scientifico e didattico, ma anche per l’entusiasmo, la curiosità e la capacità di trasmettere la passione per l’esplorazione che hanno caratterizzato la sua presenza nel programma fin dalle sue origini.
Anche nell’edizione 2026 è stato particolarmente significativo il contributo del Dipartimento di Geoscienze dell’Università di Padova. Hanno partecipato alle attività formative come istruttori i docenti Francesco Sauro e Matteo Massironi, supportati in alcune attività dal dottorando Giacomo Melchiori e dal contrattista di ricerca Francesco Santoro, entrambi specializzati nella ricerca su analoghi spaziali con il progetto “Space It Up!” coordinato dal Centro Interdipartimentale per le Attività Spaziali Bepi Colombo (CISAS). Inoltre, hanno contribuito alla lezione sulle meteoriti la ricercatrice Anna Barbaro e il Conservatore di Mineralogia e Petrografia del Centro di Ateneo per i Musei (CAM) Simone Molinari, illustrando agli astronauti alcune delle più spettacolari meteoriti del Museo della Natura e dell’Uomo. La partecipazione dei docenti del Dipartimento di Geoscienze al programma PANGAEA riveste quest’anno un significato particolare, in quanto testimonia il ruolo centrale e altamente professionalizzante delle attività di ricerca e didattica in ambito planetario. Tale impegno sostiene e valorizza l’avvio, proprio in questi giorni, del nuovo indirizzo in Planetary Geosciences all’interno del corso di laurea magistrale in Geosciences for the Earth, the Environment and the Planets.



